MONTE SORO – TOUR DEI LAGHETTI

Domenica 12 Aprile 2026

Escursione condivisa con “The Greenstone” associazione escursionistica peloritana

Coordinatori: Gaetano Destro,  Maria Concetta Lopopolo, Paolo Latella 

Territorio: Parco dei Nebrodi

Tipologia di Terreno: Sterrate, sentieri

Difficoltà: E   –   Percorrenza: 6 ore – 11 km

Quote: 1495 > 1804 m s.l.m

Trasporto: autonomo

Una spettacolare “full immersion” nel cuore della rigogliosa faggeta che contorna Monte Soro, la vetta più alta dei Nebrodi (1.847 m s.l.m.), dominante l’intero sistema montuoso che separa il Tirreno dallo Ionio nella Sicilia nord-orientale. Il percorso si svolge interamente all’interno del Parco dei Nebrodi, istituito nel 1993 e oggi tra le aree protette più estese della Sicilia, riconosciuto come Zona di Protezione Speciale e Sito di Importanza Comunitaria (SIC) per la ricchezza degli habitat tutelati dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE. La faggeta che avvolge Monte Soro è tra le più integre e meridionali d’Europa, classificata come habitat prioritario 9210* (“Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex”) ai sensi della Direttiva Habitat. Il faggio (Fagus sylvatica) forma qui boschi pluristratificati dove convivono l’agrifoglio (Ilex aquifolium), il tasso (Taxus baccata) e, nelle radure più umide, l’acero di monte (Acer pseudoplatanus) – quest’ultimo rappresentato dall’esemplare secolare noto come l’Acerone, uno degli alberi monumentali più celebri dell’isola, con circonferenza alla base che supera i cinque metri. Da Portella Calacudera si raggiunge dapprima l’invaso artificiale di Maulazzo (circa 1.400 m s.l.m.), un bacino di captazione idrica realizzato negli anni Sessanta che nel tempo è diventato un ecosistema umido di notevole interesse: le sue sponde ospitano anfibi e rettili acquatici, e le acque sono frequentate da numerose specie di uccelli migratori e svernanti. Risalendo verso quota più elevata si raggiungono i tre laghetti naturali di Contrada Sollazzo Verde, piccoli specchi d’acqua di origine carsico-detritica alimentati dalle acque di fusione nevosa e dalle falde superficiali del massiccio. Si tratta di ambienti oligotrofici, fragili e di eccezionale valore naturalistico, circondati da praterie altimontane ricche di specie floristiche endemiche del comprensorio nebrodense. Da qui, attraverso una carrareccia celata all’interno del bosco, si raggiunge l’Acerone prima di rientrare su sterrata al punto di partenza di Portella Calacudera.

Attraverso la chat dell’associazione verranno date le informazioni relative all’adesione, all’organizzazione dello spostamento in Sicilia e all’eventuale pernottamento del Sabato per chi decidesse di traghettare il giorno precedente.